È buffo: non sto benissimo in questo periodo, per una serie di motivi che vi spiegherò. Eppure, allo stesso tempo, mi era completamente passato per la testa che mi resta meno di un anno da vivere, o almeno è quel che si dice.
Faccio un recap di questo Gennaio con due note, scritte in due periodi diversi. Sarà divertente, perché rappresenteranno due facce della stessa medaglia: sollievo, dopo aver capito che terapia prendere, e subito dopo disperazione, per gli effetti collaterali che mi ha portato l’assunzione costante di questa medicina. Buona lettura.
*Non sarà qualcosa su cui farvi riflettere, tanto più una condivisione da parte mia di come sto, perchè in questo periodo mi sento davvero incapace di esprimere i miei sentimenti.
08.01.25
“4 mg di cortisone”
È passato quasi un mese. Finalmente posso dormire disteso.
Non più di lato, non con le gambe alzate, non seduto.
Disteso.
Abbiamo capito che bastavano quei 4 mg di cortisone, presi prima di andare a letto, per alleviare il dolore notturno.
Lunghe notti a piangere dal dolore, urla e denti stretti che riecheggiavano per tutta la casa, svegliando tutti tranne mio padre, che dorme beato come un orso.
Ci credete che solo un mese fa dicevo che non avrei contemplato il suicidio? E ora, dopo un mese di questa agonia, mi è tornata di nuovo quella voglia.
Non mi sono ancora ripreso del tutto, eppure parlo come se fosse tutto a posto. Certo, sono solo due notti che dormo tranquillo. Talmente bene che mi piscio addosso da quanto sono rilassato.
È buffo come queste piccole banalità, per gli altri, siano per me una grande fonte di soddisfazione e felicità.
Stamattina ho scritto un messaggio ai miei due amici di vita, M. e T. Gli ho detto: “Ho una bella notizia: sono riuscito a dormire.” Non potete immaginare la gioia in quel messaggio, né il livello emotivo che conteneva. Mi è quasi scesa una lacrima.
La cosa più bella è che loro hanno risposto con la stessa energia, esultando per questa piccola grande vittoria. Probabilmente, se avessi condiviso questa cosa con più persone, avrebbero reagito allo stesso modo. Non ne dubito.
Circondatevi di AMICI. Quelli veri, con cui potete dire tutto, anche se ci sono cose che non vi vanno a genio. Se sono amici, capiranno e si troverà un compromesso.
Io sono fortunato: ho pochi amici, ma molto buoni. Talmente buoni che gli affiderei la mia vita.
Certo, non sono così generoso da regalare tutte le mie cose a loro quando me ne andrò. Probabilmente organizzerò un’asta post-morte per le mie cose. Diana dovrà pur dar da mangiare a nostro figlio.
I fumetti, però, non si toccano.
Amo i miei amici. Spero che, al mio funerale, possiate strapparvi un sorriso, ricordando i momenti felici che abbiamo condiviso.
Vorrei che al mio funerale vi abbracciaste tutti per darvi forza. Io vi guarderò da lassù, o da laggiù. Farò il tifo per ognuno di voi e pregherò affinché la vostra vita vada nella direzione giusta.
Se morire significasse questo, sarei felice di continuare a supportarvi fino alla mia ultima energia. Perché ve lo meritate.
16.01.25
“Sono una persona sgradevole?”
Sono una persona sgradevole o sono le medicine a rendermi tale?
Sono settimane che combatto gli effetti collaterali del cortisone. Sono costantemente gonfio in viso e sul corpo. Ho un appetito insaziabile. Alla fine di ogni pasto, faccio fatica persino ad alzarmi o piegarmi. Ogni boccone è più grande del precedente, e in poche forchettate il piatto è vuoto.
Ma non basta. Serve il bis. Ho ancora fame. Mi sento un maiale.
Perché non riesco a controllarmi? Ho questo vuoto nello stomaco che sembra impossibile da riempire. E poi arrivano i sensi di colpa: quaranta minuti passati male a letto o seduto, con il corpo pesante, incapace persino di andare in bagno, grazie alla stipsi da antidolorifici.
Mi sento abbattuto.
Incapace di cambiare, se non drasticamente, smettendo le medicine. Ma a che pro? Tornare a soffrire? Passare di nuovo notti insonni? Sono depresso, nervoso, arrabbiato, triste, ingestibile.
Sono infelice.
E mi chiedo: possono andare peggio le cose? La risposta è sì. E la sola idea mi terrorizza.
Vorrei poter dire che è solo una fase, ma sta durando da un mese.
Da quando prendo questo maledetto cortisone, ho messo su 5 chili. Ho iniziato una “routine di merende”.
Sembro uno scarafaggio che esce di notte per cercare cibo di nascosto.
Ogni boccone mi fa sentire come un orco. Ma non un orco simpatico come Shrek, un orco brutto e rivoltante.
È da dieci giorni che non mi guardo allo specchio. Lo evito, perché il gonfiore del mio corpo alimenta solo il mio odio per me stesso.
L’unica cosa che mi consola sono le carezze e le parole di Diana. Lei mi conforta ogni volta che mi osservo con disprezzo.
Tre giorni fa ho parlato con la mia dottoressa. Mi ha dato indicazioni su come gestire il dosaggio del cortisone. Sapere che c’è margine di miglioramento mi ha sollevato. Ora vediamo come si evolveranno le cose.
Nel frattempo, però, sto allontanando molte persone. Mi arrivano attenzioni da parte di amici, ma le rifiuto perché sento il bisogno di stare solo. Credo che sia meglio così, per non nuocere agli altri. Però subito dopo penso: “Che bastardo ingrato che sono.”
Pensavo che sarebbero stati gli psicofarmaci ad alterare il mio comportamento. Non avevo capito che bastava il cortisone per trasformarmi in una persona così orribile.
18.01.25
Oggi sono arrivato a toccare il fondo e capirlo, però, nonostante tutto, non riesco a dare uno stop a tutto questo. Sono arrivato al punto in cui devo prendere misure drastiche e interrompere la terapia, prima che mi autodistrugga con le mie stesse mani.
Questa notte, in seguito allo spuntino di mezzanotte, che l’aria di “spuntino” non lo dava molto, ho capito di aver toccato il fondo. Ogni boccone pensavo: “Sto scoppiando, ora arriverò al punto di non ritorno. Mi sto autodistruggendo.” Mi guardo con la fotocamera del cellulare e non mi riconosco più. Sto camminando sul filo del rasoio, dove manca poco che io inizi seriamente ad odiare me stesso e il mio corpo.
Mi chiederete: “Non basta seguire una dieta più sana?”
Fidatevi, la seguirei volentieri, ma gli impulsi di mangiare sono così potenti che non saprei compararlo con nessun tipo di dipendenza che ho avuto in vita mia. Non che ne avessi mai avuta una veramente.
Mi sa che smetto di prendere il cortisone e piuttosto soffro. Non voglio autodistruggermi con le mie stesse mani.
Sono disperato.
*Vi lascio una fotografia simpatica di me che gioco con il pollo, per ironizzare sul mio rapporto con il cibo in questo momento.
