Tokyo Higoro (東京ヒゴロ)

Se dovessi fare una lista delle letture più belle che ho fatto nel 2024, Tokyo Higoro rientrerebbe tranquillamente tra queste. A sei mesi dalla sua pubblicazione sugli scaffali delle librerie italiane (26 giugno, per l’esattezza, il giorno del mio compleanno), questo manga, realizzato dal celebre Taiyo Matsumoto, è quello che riesce a trasmettere meglio il suo profondo amore per il mondo dei manga e a rappresentarlo al meglio. Ricordo che, subito dopo aver divorato i tre volumi, mi sono precipitato ad aggiornare i database dei personaggi della serie su MyAnimeList, spinto dall’entusiasmo e dal desiderio di far conoscere questo titolo e i suoi protagonisti. Un’opera che meriterebbe molta più attenzione da parte dei lettori e che spero possa ricevere presto il riconoscimento che le spetta, non solo qui in Italia, ma anche oltreoceano.

Toyko Higoro venne pubblicato per la prima volta nel Giugno 2019 e concluso nel Giugno 2023. Venne serializzato nella rivista manga seinen “Big Comic Original Zōkan”. Portato in Italia da Jpop in versione cofanetto o venduti separatamente in 3 volumi.

Ambientato in epoca contemporanea, Tokyo Higoro racconta la storia di Shiozawa, editor di un’importante casa editrice di manga che, dopo il flop di una rivista da lui fortemente voluta e portata avanti, rassegna le dimissioni ed è pronto a ritirarsi dal mondo del fumetto come segno di punizione per il suo fallimento. Ma il richiamo delle matite, degli inchiostri e delle storie disegnate è troppo forte, così Shiozawa vede in quell’incidente l’opportunità di ottenere quella totale libertà e indipendenza artistica che ha sempre sognato, realizzando la rivista della sua vita, con tutti gli autori che più ama, a cui lascia completa carta bianca.

Sono sempre stato ignorante su come funzionasse il mondo dei manga. Ho solo saputo, per sentito dire, che fosse un mondo crudele e molto competitivo tramite racconti come Look Back di Fujimoto e Downfall di Inio Asano, ma mai l’ho visto con questa ottica come ci viene raccontato in questo manga. Tramite esso ho scoperto il ruolo dell’editore e di come sia fondamentale e rappresenti quasi una figura portante per un mangaka. Tokyo Higoro è un racconto lento, intenso e pieno di sentimenti. Una lettera d’amore indirizzata ai manga.

Nel primo volume, c’è una scena memorabile in cui Shiozawa decide di vendere tutti i suoi fumetti, salvo poi cambiare idea a causa di un evento improvviso. Il libraio, dopo aver catalogato ormai un numero considerevole di manga, non si arrabbia con la decisione dell’editore, al contrario, risponde con parole che, a mio avviso, hanno riecheggiato nel cuore di tutti i lettori: “Capisco come ti senti. Anch’io amo i manga.”

L’iconico momento dei manga caduti dallo scatolone, per Shiozawa, è stato l’equivalente di vedere scorrere la sua intera vita davanti agli occhi prima di morire. Infatti, a mia interpretazione, decidere di non vendere tutto è stato un atto di non rinuncia alla vita. Ed è proprio in quell’esatto istante che la vera storia comincia, con lui che creerà la sua nuova rivista, composta esclusivamente da racconti realizzati da mangaka con cui ha avuto un profondo legame e che considera i migliori.

Il bello del racconto viene detto da Shiozawa stesso nell’ultimo capitolo del terzo volume: “Io credevo che terminare la rivista, distribuirla a molti lettori e ricevere una critica positiva sarebbe stato per me fonte di gioia. Ma adesso me ne rendo conto, le difficoltà del portare qualcosa nel mondo, questo processo, è esso stesso la gioia.” Vedere come reclutava ogni singolo autore per la rivista, ognuno con il suo modo di vivere, di vedere le cose, di essere convinto di avere ancora qualcosa da dire, è stato il pezzo forte di questo manga.

Shiozawa cerca manga che abbiano qualcosa da dire, non che vendano o che possano essere adattati ad anime con il solo scopo di marketing e lucro. Il nostro personaggio rappresenta la visione stessa che ha Taiyo Matsumoto del mondo dei manga.

Un’altra cosa di cui ci tenevo molto a parlare è la simbologia dell’ombrello. Per come l’ho interpretata io, rappresenta un elemento davvero importante nel racconto di Taiyo Matsumoto, dall’inizio fino alla fine. Nella cultura giapponese, l’Ai ai gasa (相合傘), letteralmente “condividere un ombrello,” è il simbolo degli innamorati, equivalente ai cuori trafitti da una freccia usati nel mondo occidentale.

Nelle prime pagine vediamo Shiozawa perdere il suo ombrello, che gli sfugge di mano a causa del vento. Per me, questo simboleggia la perdita del suo amore per il mondo dei manga, causata dal fallimento con la sua rivista.

Uno dei momenti che ho amato di più è quando vediamo Chosuke, che, proprio mentre si arrendeva al fatto di non riuscire più a disegnare nulla per la nuova rivista, decide di fare una passeggiata sotto la pioggia. Durante questa passeggiata perde l’ombrello e sceglie di rincorrerlo. Nell’istante in cui riesce ad afferrarlo, è come se venisse travolto da un’ondata di idee e riacquistasse il suo amore per i manga. Da lì in poi, si precipita nel bar dove aveva lasciato tutta l’attrezzatura da disegno, per buttare giù il più velocemente possibile tutto ciò che gli è venuto in mente.

La simbologia dell’ombrello non si ferma qui. Alla fine del racconto, vediamo Shiozawa ritrovare proprio quell’ombrello che, all’inizio del volume uno, aveva perso. Inoltre, la moltitudine di ombrelli raffigurati sulla copertina del volume tre simboleggia tutti i legami creati con i vari mangaka reclutati per la sua nuova rivista.Tokyo Higoro per me rappresenta una piccola perla, che mi ha portato ad amare sempre più Taiyo Matsumoto. È da un bel po’ di tempo che leggo solo le sue opere, e devo dire che era esattamente ciò di cui avevo bisogno: racconti concreti, tranquilli e capaci di toccare il cuore con delicatezza.