Sfogo Natalizio

Era da tanto che non aggiornavo il blog.

Era da tanto che avrei voluto farlo, avevo già scritto almeno quattro articoli diversi, tra cui recensioni di film, letture manga che ho fatto e aggiornamenti di vita, ma spero abbiate capito dall’ultimo post che le mie condizioni erano peggiorate parecchio.

Oggi, finalmente, dopo due settimane di stress costante, le cose sono migliorate. Mi dispiace che sia successo solo oggi, perché questo non mi ha permesso di fare tantissime cose durante il periodo natalizio, insieme ad amici e persone con cui avrei voluto trascorrere del tempo.

Fatemi raccontare un po’ com’è stato questo Natale, forse l’ultimo della mia vita.

Tutto è iniziato con un peggioramento dei dolori il 9 Dicembre, che non mi ha permesso di dormire né di mantenere un ritmo di vita sano per due settimane. Ogni notte la stessa storia: non riuscivo a chiudere occhio fino alle 6 o 7 del mattino, fino a quando finalmente il dolore si stancava di torturarmi. Mi svegliavo alle 14, con le bombe in testa per via dei medicinali.

Per un po’ ero anche riuscito a tenere botta, a condurre una vita quasi normale e “tranquilla” nei pomeriggi in cui il dolore mi lasciava tregua.

La settimana prima di Natale, non è andata male: sono riuscito a vedere quei pochi amici che il mio orario e la mia stanchezza permettevano.

Natale, tutto sommato, è andato bene. Ho passato un pranzo intimo con i parenti stretti. Loro conoscono la mia situazione e i miei ritmi, quindi non ho dovuto fingere di stare bene o mantenere una facciata per compiacere qualcuno. Dopo un bel pranzo filippino e qualche momento sereno con mia nipote, sono andato a riposare senza dovermi scusare con nessuno della mia assenza.

Non c’è niente di meglio dei nonni che ti dicono di andare via in camera a riposare perchè sanno che non ce la fai più a stare li a trattenere gli ospiti.

Pensavo che, dopo una giornata così bella, i messaggi di auguri inviati agli amici pieni di amore, le cose sarebbero migliorate. Dopotutto, si dice che avere una mentalità positiva aiuti il corpo a stare meglio.

Invece no. I giorni successivi a Natale sono stati un disastro.

Oltre ai dolori, si sono aggiunti gli effetti collaterali dei farmaci. Il cortisone ha iniziato a gonfiarmi tutto il corpo, facendomi sentire pesante e indolenzito. L’aumento del dosaggio degli antidolorifici ha aggravato la nausea, facendomi temere ogni assunzione.

Dovevo scegliere: tollerare un po’ più dolore o affrontare ore di nausea debilitante?

A quel punto, la mia salute mentale è crollata. Mi dispiace per la mia famiglia, che ha dovuto sopportare il mio lato peggiore.

Con l’accumularsi di tutto, sono diventato più nervoso, teso, incapace di gestire la rabbia. Avevo persino scritto qualcosa su questo tema, che volevo pubblicare qui, ma non sono riuscito a fare nulla di ciò che avevo programmato.

Dopo Natale, avrei voluto incontrare tante altre persone, ma ho dovuto dire “no” a molti inviti. Forse è questa la cosa che più mi ha ferito: sapere che non potevo vivere questo Natale come avrei voluto, sapendo che sarebbe stato l’ultimo. Non sono neanche riuscito a ricevere ospiti o vedere qualcuno al bar al volo, per non parlare dei messaggi di auguri ignorati a cui tutt’ora devo rispondere a causa della stanchezza.

Lasciatemi dire la verità.

Sono esausto.

Per quanto mi avrebbe fatto piacere vedere i miei amici, sono stanco fisicamente e mentalmente. Esco di casa e non mi sento presentabile; mi sento un sacco di merda che cammina. Cose che per altri sono insignificanti, per me richiedono uno sforzo enorme. Mi scoccia dover fingere che vada tutto bene, anche se so che nessuno mi chiede di farlo. È una mia abitudine: cerco sempre di non deludere le aspettative. Sono ben consapevole che non esistono queste aspettative di cui parlo e che sta tutto dentro la mia testa, ma non riesco fare a meno di crearmele.

Mi dispiace, M., se sei tornato dall’Inghilterra e non siamo riusciti a vederci.

Mi dispiace, M. e T., per non aver fatto quella serata insieme tra ragazzi.

Scusami, M., se non ti ho dato la possibilità di venire a trovarmi.

Ho rinunciato a tante cose importanti questo Natale. Avrei voluto rivedere persone care, come la mia vecchia compagna di classe G. ma ero arrivato al limite. Solo oggi ho iniziato a sentirmi meglio, giusto il minimo per farmi stare seduto al computer e scrivere questo sfogo.

Non voglio che sembri una scusa quando dico: “Oggi sto soffrendo troppo, non riesco.”

Una volta l’avrei detto con leggerezza, magari per rimanere a casa a giocare alla PlayStation o a League of Legends. Stavolta, però, è la semplice verità.

L’altra notte, alle cinque del mattino, ho svegliato l’intera casa per il dolore. Urlavo, tiravo pugni sul letto, piangevo disperato tra le braccia di mia madre e di Diana. Mi sono calmato solo dopo un’ora.

Mia mamma di soito quando mi metto a piangere, per farmi forza tira fuori la classica frase “Perchè piangi? Non c’è bisogno di piangere, non è niente, andrà tutto bene”. Questa volta invece nel momento in cui stava per dirlo si è interrotta ed è rimasta zitta, perchè aveva capito che non è così, non è “non è niente”.

Ecco quanto sono stanco.

Ma voglio dire una cosa, dal profondo del cuore: mi dispiace davvero non aver potuto passare del tempo con voi durante questo Natale.

Mi sento davvero tanto incolpa.

Vorrei concludere con una nota positiva, anche se potrà non interessarvi.

Sul tavolo ho dei foglietti con una lista di “cose da fare” e, finalmente, dopo tanto tempo, oggi sono riuscito a depennare alcune righe.

Potrà non sembrare molto, ma sono felice di aver fatto qualche passo in avanti. Sono contento di essermi svegliato alle otto del mattino, come facevo un tempo, senza dolori e di essere stato produttivo durante l’intera mattinata e di aver potuto organizzare altre cose per il pomeriggio.

Buon Natale a tutti e felice anno nuovo.

Un po’ di spirito natalizio non guasta.

29.12.2024

Un recap di queste due settimane:

  • Ho visto la seconda stagione di Squid Game ed è qualcosa di davvero penoso.
  • In seguito alla visione della seconda stagione di Arcane ho iniziato a giocare di nuovo a League of Legends. Ho provato a convincere mio cognato a scaricarselo che così giocavamo insieme, ma con scarso successo.
  • Mi sono tatuato il palmo di entrambi le mani e se qualcuno prova a dire “ma non vanno via con il tempo?” la mia risposta è “tanto morirò prima che lo facciano”.
  • Ho molti articoli su bozze quindi piano piano vi bombardo di cavolate, sempre se le mie condizioni tengono botta.
  • Capodanno esce il nuovo film di Robert EggersNosferatu“, non perdetevelo.
  • Cercherò di essere meno angosciante nei prossimi articoli, ma ultimamente le cose che mi sento di condividere sono questi pensieri, quindi portate pazienza.
  • Per l’anno prossimo spero di potervi omaggiare di due progetti fotografici su cui ho lavorato per l’intera durata della mia vita. Eventualmente vi aggiornerò.

Un abbraccio,
Kelsey