Stanotte ho sognato di arrampicare di nuovo. Non ero bravo come una volta, la mia presa era più debole, dovevo riabituarmi dopo una lunga pausa. Ma almeno arrampicavo.
Era al tempo stesso bello e frustrante. Bello, perché tornavo a fare ciò che amavo. Frustrante, perché non riuscivo più a fare quello che facevo due anni fa.
Al risveglio, mi sono reso conto che era solo un sogno.
Ogni volta che faccio questi sogni, tutto diventa più complicato. Diventa sempre più difficile accettare la realtà delle cose.
Una domanda mi rimbomba in testa per almeno un quarto d’ora dopo che mi sveglio:
“Come sarebbe la mia vita se non fossi malato?”
