Dìdi (弟弟)


All’inizio del film non riuscivo a smettere di sorridere: ogni dettaglio mi riportava all’adolescenza. Essendo nato nel ’95, proprio come Chris, le atmosfere, le situazioni e persino i piccoli dettagli mi hanno catapultato al periodo più spensierato della mia vita. Tuttavia, con il progredire del film, una malinconia sottile ma crescente ha iniziato a farmi compagnia.

Izaac Wang (Chris Wang) / Credit: Courtesy of Focus Features / Talking Fish Pictures LLC © 2024 All Rights Reserved

Multiculturalità
Chris (Wang Wang) sono io: un filippino di seconda generazione nato in Italia, diviso tra due mondi che non sembravano mai combaciare del tutto. Da una parte, il bisogno di sentirsi accettato dai miei amici italiani, convivendo con la paura di non essere “abbastanza italiano”; dall’altra, il senso di alienazione rispetto alla comunità filippina, con cui non sempre condividevo interessi e abitudini.

Questo film mi ha fatto rivivere quelle insicurezze, come i complessi di inferiorità che sentivo da adolescente, specie con la mia fidanzata italiana. Avevo il terrore di non essere “giusto” o “abbastanza” per lei, convinto di non soddisfare certi standard culturali o estetici.

Questo non si soffermava solo all’aspetto, ma anche tutto quello che riguarda lo stile di vita che conduce la mia famiglia. A partire dalla casa comunale, che in un certo senso rifletteva lo status sociale basso, oppure le usanze o modi di fare a cui siamo abituati, che agli occhi di un italiano, risulta bizzarro, facendomi sentire automaticamente in imbarazzo. Solo a distanza di dieci anni, ho imparato a valorizzare questi aspetti e non vergognarmene più, ma anzi, valorizzarle, considerandole un valore aggiunto alla mia persona.

Un ragazzo di dodici o sedici anni, cosa ne poteva sapere, quando l’unico pensiero che aveva, era quello di inserirsi il più possibile in qualcosa a cui non si sentiva appartenere completamente?

Izaac Wang (Chris Wang) e Mahaela Park (Madi) / Credit: Courtesy of Focus Features / Talking Fish Pictures LLC © 2024 All Rights Reserved

Il peso della nostalgia
Dìdi è un pugno nello stomaco. Mi ha riportato al 2008, l’anno di Friendster, Netlog, Yahoo Messenger (con quei maledetti “BUZZ!!!“) e MSN. È stato come tornare all’epoca in cui ascoltavo i Paramore, i Linkin Park e tutta quella musica emo che accompagnava i pomeriggi della mia adolescenza.

Guardandolo oggi, a quasi trent’anni, mi rendo conto di quanto fossi una peste per i miei genitori e delle preoccupazioni che gli causavo. Ma mi sento incredibilmente grato per il rapporto che abbiamo costruito nel tempo, tanto da poter dire loro quanto gli voglio bene.

Un abbraccio speciale
Joan Chen è straordinaria nel ruolo della madre di Chris, tanto da farmi riflettere su molti aspetti del mio rapporto con la mia. Mentre guardavo il film, mia mamma si è avvicinata e mi ha chiesto se poteva stare cinque minuti abbracciata a me. Le voglio bene più di quanto riesca a dirle, e prometto che non mi lamenterò più quando mi cucina troppo cibo.

Joan Chen (Chungsing Wang) e Izaac Wang (Chris Wang) / Credit: Courtesy of Focus Features / Talking Fish Pictures LLC © 2024 All Rights Reserved

Conclusione
Dìdi è più di un film: è una riflessione sulle nostre radici, sulle relazioni e su quei dettagli che definiscono chi siamo. Un’esperienza che mi ha fatto sorridere, commuovere e, soprattutto, ricordare.