Di recente ho terminato l’intero anime di Mushoku Tensei: Jobless Reincarnation e devo dire che mi ha positivamente impressionato per come è riuscito a conquistarmi già dal primo episodio.
Mushoku Tensei ha avuto origine come una web novel scritta da Rifujin na Magonote. La serializzazione è iniziata il 22 novembre 2012 sulla piattaforma Shōsetsuka ni Naro, dove ha rapidamente guadagnato popolarità. L’anno successivo, grazie al successo ottenuto, è stata annunciata la pubblicazione della versione cartacea sotto l’etichetta MF Books di Media Factory, con illustrazioni magistrali realizzate da Shirotaka. Nel gennaio 2021, l’opera ha ricevuto un adattamento anime prodotto dallo Studio BIND, di cui parlerò in seguito.
Non ho molta familiarità con il genere Isekai e ho sempre avuto una visione negativa di esso. Questo perché gran parte delle opere nate dopo Mushoku Tensei (MT) e Sword Art Online (SAO) sembrano seguire la stessa formula narrativa, cambiando solo il nome del protagonista o il modo in cui viene trasportato in un altro mondo, spesso accompagnando il tutto con un fanservice eccessivo.

Worldbuilding
Era da tanto tempo che non mi sentivo così immerso in un mondo fantasy. L’ultima volta che ho provato questa sensazione è stata guardando SAO, ma qui il risultato è addirittura superiore. È incredibile e degno di nota come l’autore abbia creato persino un intero vocabolario dedicato al linguaggio dei demoni, utilizzato per dialoghi complessi e non solo per poche parole sparse qua e la. Questo dettaglio non solo compare nella prima stagione, ma viene ripreso anche nella seconda, dimostrando quanto l’attenzione ai particolari sia stato fondamentale per rendere il mondo più immersivo.
Due episodi in particolare mi hanno colpito sotto questo aspetto:
- L’episodio 9 della prima stagione, quando il gruppo di Rudeus raggiunge la terra natia di Roxy, la sua mentore, dove utilizzano dialoghi completi nel linguaggio dei demoni.
- Un altro episodio che mi ha colpito è il 9 della seconda stagione parte uno, in cui Rudeus incontra per la seconda volta Nanahoshi, colei che accompagnava Orsted, il Dio Dragone. Durante un cambio di scenario, il linguaggio parlato dai protagonisti cambia improvvisamente nel “linguaggio del dio umano”. Questo dettaglio viene utilizzato in modo molto efficace: quando Nanahoshi rivela di essere giapponese come Rudeus nella sua vita precedente, i due iniziano a parlare in giapponese, lasciando Sylphy incapace di comprendere la conversazione.
Per gli spettatori, il giapponese risulta la lingua originale dell’anime, ma nel contesto del mondo fantastico rappresenta una lingua straniera. Questo è un piccolo ma significativo dettaglio che, nel complesso, dimostra il livello di impegno e attenzione al worldbuilding. L’autore si è chiaramente concentrato su questi aspetti per garantire una maggiore immersione nel mondo narrativo.
Ambientazione
Mi faceva u po’ peccato non dedicarci qualche parola, perchè il lavoro svolto anche sotto questo aspetto non è per niente da lasciar passare inosservato. I paesaggi sono incredibili. Ogni episodio offre sempre qualche secondo, di scenari che sembrano dipinti ad acquerello, così belli da farmi spesso mettere in pausa per scattare delle screenshot.

Scrittura e Personaggi
La scrittura è eccellente. In meno di due episodi, sono stato catturato al punto da voler seguire il percorso di crescita dei personaggi. Ho avuto modo di leggere la light novel, e posso dire che, l’anime è riuscito a sintetizzare perfettamente la storia. Se dovessi fare un confronto tra i due, direi che la light novel arricchisce significativamente l’esperienza, aggiungendo sfumature, prospettive e particolari che completano la narrazione, mentre l’anime si incentra molto a narrare la storia da un singolo punto di vista, cioè quello di Rudeus.
Animazioni
Le animazioni sono stupende, tutto grazie allo Studio BIND, nato nel novembre 2018 da EGG FIRM e Studio White Fox con l’unico scopo di adattare Mushoku Tensei. La cura dei dettagli è evidente sin dai primi episodi, con combattimenti coreografati in maniera impeccabile grazie all’animator Q Kawa.
Gli episodi con il picco qualitativo in termini di animazione sakuga sono:
- Ep. 11, S1 Parte 1 “Children and Warriors”
- Ep. 10, S1 Parte 2 “Tāningu Pointo Ni”
- Ep. 10, S2 Parte 2 “Oya”
Quest’ultimo presenta 5 minuti consecutivi di animazione impeccabile, diretta da Q Kawa e con la partecipazione di animatori provenienti da serie come Jujutsu Kaisen e Attack on Titan.

Musica e Scelte Tecniche
La musica è affascinante quanto le animazioni. L’opening della prima stagione, che si integra direttamente nella narrazione, è una scelta unica. Una menzione speciale va all’ending dell’Ep. 10 S2 Part 2, che include anche una linea di dialogo per enfatizzare un momento di perdita.
Un’altra scelta tecnica notevole è l’utilizzo di un film filter per dare un effetto di grana all’animazione, rendendo lo stile visivo più retrò.
Aspetti Narrativi e Critiche
Da un punto di vista emotivo, l’anime mi ha colpito profondamente. I traumi dei personaggi non vengono dimenticati ma continuano a influenzarli nel tempo, come nel caso dell’abbandono di Eris che segna Rudeus. Bello anche il dialogo introspezionale di Rudeus davanti alla tomba di Paul, quando accetta di sentirsi davvero suo figlio, nonostante provenga da un altro mondo.
L’unico aspetto che non mi ha convinto è stata l’introduzione della relazione poliamorosa con due mogli, che chiude la seconda stagione parte 2. Tuttavia, anche qui la narrazione riesce a mantenere una certa coerenza.

Conclusione
Mushoku Tensei è un’opera che mi ha conquistato come non succedeva dai tempi di Naruto. Lo consiglierei a tutti, amanti o meno degli isekai. Nonostante alcuni aspetti, che da un punto di vista etico, ha fatto discutere i più puristi, a mio parere non dovrebbe condizionare la scelta di dare un’opportunità a questa serie, come è successo con Dandadan.
